In questa terra dove tutto cambia le persone restano sempre le stesse. Proprio così. Le stagioni passano, i germogli diventano alberi in fiore, poi fruttiferi, appassiscono e muoiono in continuazione, come le persone che di volta in volta guardano vivere. La vita di un albero sembra il cerchio della vita e della morte portato a compimento nella vita stessa. Ma in realtà l’ albero non muore affatto, porta con sé una saggezza millenaria che non lo farà mai morire. Spezzando un ramo non uscirà sangue, ma se solo potesse parlare … racconterebbe storie di uomini tutti uguali, che hanno solamente riprodotto un copione comune, cambiando i costumi, i capelli, il trucco, le parole, la bravura nel fingere. Il succo è sempre lo stesso. Sotto quest’albero mille uomini e mille donne si sono amati, si sono odiati, si sono fatti la guerra. Altri hanno pianto, hanno riso, hanno soffocato le loro emozioni ostentando i loro più finti sorrisi, i loro pentimenti più brucianti. Ma se in un racconto di narrativa, dove tutto è possibile, un albero potesse davvero raccontare cosa ha visto e sentito? Quella che vi racconterò è la storia di un ciliegio che ha visto crescere una bambina, divenuta donna, quindi madre, e per finire anziana. La donna portava con sé un enorme segreto, troppo grande per confidarlo a qualcuno. Ma prima di svelarne il contenuto, vi dirò cosa è accaduto sotto quell’albero. Gemma lo frequentava da quando era piccolissima, l’albero era la sua seconda casa. Si appollaiava sui suoi rami per leggere un libro, per nascondersi alle volte da sguardi indiscreti e punizioni indesiderate, o anche solamente per vedere il suo piccolo paese dall’alto. Quanta fantasia infantile riusciva ad emanare quell’albero che lei considerava ‘suo’!
E’ lì che portò il suo primo amore a guardare le stelle, lì ha dato il primo bacio, e sentì il mondo per la prima volta appartenerle. Sotto quell’albero lo incontrava di nascosto, si scambiavano lettere, tenerezze, silenzi. Lì dovette dirgli addio, perché la sua vita era destinata ad un altro uomo. E parlava al suo albero, raccontandogli il suo più profondo dolore per l’amore passato, che non sarebbe più tornato. Si sposò ed ebbe una figlia, Lucia. Ma il tempo passava e Gemma si sentiva sempre più vuota. Decise di rivedere Michele, il ragazzo che tanto aveva amato e di cui solamente l’albero era a conoscenza. Nel frattempo anche lui si era sposato ed aveva una ricca prole, ma non riusciva a dimenticare il vecchio sentimento che li univa. Comprò una fede del tutto identica a quella nuziale, e vi fece incidere sopra i loro nomi. Gemma si commosse di fronte a questa manifestazione d’amore così grande, e in un momento di debolezza si concesse all’unico uomo che avrebbe voluto al suo fianco per il resto della vita.
Nove mesi dopo ebbe un’altra figlia e la chiamò Cassandra. Questa ragazza si sposò molto giovane, subito dopo aver terminato gli studi in Giurisprudenza. Credeva di aver trovato l’uomo più giusto per lei, ed era effettivamente così. Ma un giorno, disgraziatamente, incontrò un ragazzo, Antonio, che le fece perdere la testa, e portò questa donna all’adulterio. L’albero fu nuovamente testimone dell’accaduto, perché proprio ai suoi piedi l’atto si era consumato. Trovandosi nel dubbio di diventare madre di un figlio senza padre Cassandra, per la prima volta nella sua vita, interrogò l’albero, dialogò con lui. E come per uno strano scherzo del destino, tra le radici, comparve l’anello che sua madre aveva ricevuto dal suo amante, anello che la donna non aveva più ritrovato dopo quella notte in cui aveva rivisto Michele ed era successo tutto. Sull’anello, oltre ai nomi, vi era incisa una data: 14 dicembre 1979, circa nove mesi prima della sua nascita. Attraversata da un dubbio raggelante, Cassandra fece il test di paternità, e scoprì che il padre che ha sempre considerato ‘suo’ non lo è mai stato. Fortuna vuole che lei non abbia dovuto pagare a così caro prezzo il suo errore. Ma l’albero, che tutto conosce, è padrone anche di questo segreto, e se potesse parlare racconterebbe a tutti questa storia e molte altre ancora. Racconterebbe la sua esperienza accumulata negli anni, parlerebbe di come si è riempito di tutte le esperienze del mondo come un contenitore vivente, senza lasciarsi trasportare da esse. Il peso degli anni e dei sentimenti altrui lo hanno invecchiato, lo hanno caricato di significati esistenziali profondissimi che solo lui conosce, lo hanno cambiato. E se davvero, anche solo per un attimo, avesse il dono della parola, in punto di morte direbbe:
<< Lasciatemi morire in pace,sono stanco dei vostri finti segreti. Gli anni passano, le generazioni si susseguono, la vita si trasforma, la natura è in continua evoluzione. Ma in questa terra dove tutto cambia le persone restano sempre le stesse >>.
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