23 ottobre 2011

Iridescenza

-  Mi piacerebbe tanto conoscerti mia amata Eleonora, mia musa, mia ragione di vita! Non esiste nulla di più sublime del tuo sguardo ammaliatore, sorriso più intrigante del tuo, aggraziata e sfacciata nelle movenze come nessuna. La donna dei miei sogni non sarà mai paragonabile alle altre donne … e questo mi spinge a ritrarti fino alla noia, fino a quando non avrò reso giustizia alla tua immagine impressa nella mia mente, finché non mi lascerai. Ma può l’arte lasciare da solo un uomo che vive per lei, che si fa suo servo, suo complice, suo amante?
Alessandro ama interrogare le proprie creazioni, proprio come ama interrogare se stesso sull’amore. Esiste l’amore? E’ questo che lui cerca quando dipinge la sua Eleonora? Può dire di averlo trovato? Forse no, ma questa donna culla la sua immaginazione, e dipingendola lui la rende viva. Oggi, come ogni altro giorno d’estate, la solita sveglia alle 5 del mattino, la solita colazione essenziale, due biscotti spezzati nel caffèlatte tiepido, il solito laccio per raccogliere i suoi capelli lunghi e ribelli, lo stesso bagliore negli occhi, sempre lo stesso. E disegna una delle sue migliori creazioni: la sua Eleonora distesa su un prato sterminato, con un braccio alzato e una mano aperta, come a voler lasciare un’ impronta nel cielo. Il tratto è così sottile che sembra volerla accarezzare, disegna …
… il suo viso leggermente ovale, piccolo e grazioso, i suoi occhi a mandorla, grandi, grigi e penetranti, curiosi, quasi puerili, ma che tradiscono una lunga vita dietro di sé, se uno li interroga assiduamente …
… il suo naso un po’ all’insù, le sue labbra sottili, rosate, che sembrano accennare ad un lieve sorriso …
… i suoi lunghi capelli fluenti, castani, che ricadono morbidi sulle spalle, sul petto, che avvolgono la terra, sono una cosa sola con la terra …
… il collo sottile, la sua corporatura gracile, le sue forme non evidenti ma messe in rilievo da un vestito succinto, a righe bianche e blu, gambe lunghe, contratte, e piedi nudi, delicati come il resto.
Sono anni che Alessandro vive della sua arte, che lo appaga totalmente, e non lo fa sentire solo. Fino a quando, un bel giorno, incontra Melissa, la donna che lo accompagnerà per il resto della vita, la futura madre dei suoi figli. Il vero amore, quello che ti cambia la vita, sembra imprigionarlo per sempre nella sua morsa. E purtroppo, come spesso accade, l’ispirazione se ne va, lo lascia libero di essere uomo, di non sentirsi inadeguato ad esprimere quel messaggio criptico ed eterno che l’arte gli ha affidato. Il sentimento per Melissa ha preso tutto il suo essere, non lasciando però spazio ad Eleonora, la donna della finzione.
Passano gli anni, il giovane pieno di aspettative per l’avvenire diventa un uomo, e l’uomo diventa anziano, padre prima, nonno poi, rimanendo fedele a se stesso, non tradendo mai la sua arte, anche se lei lo ha abbandonato. 
Ma accade qualcosa di straordinario prima della sua morte, qualcosa che cambia le carte in tavola, e rende giustizia a tutto quello che il suo cuore ha sentito e desiderato nel corso degli anni e non è stato capace di esprimere. Dipinge il suo ultimo quadro: dei cerchi concentrici sull’acqua. E pochi giorni dopo averlo terminato chiude gli occhi per sempre.
La sua famiglia, che ha sempre creduto nel suo potenziale, in particolare sua moglie che lo ha sempre affiancato, riescono ad allestire una mostra in memoria del suo genio. La gente rimane sbalordita di fronte ad un tratto tanto sottile e fermo, in opposizione a tinte così nette, colori così accesi da sembrare tempera. Eleonora ha una marcia in più rispetto a qualsiasi altro ritratto di donna, si capisce che Alessandro deve averla amata, in senso lato, davvero tanto. Ma, giungendo alla fine di questa serie di quadri di donna, c’è questo quadro, inconsueto, inspiegabile. Si azzardano tante interpretazioni ma il più delle volte la gente rimane a bocca aperta, non sa cosa dire. E’ un quadro immenso, di un azzurro non azzurro, sembra un prisma, e non vi si scorge niente sotto, anche perché i colori mozzafiato di cui Alessandro si è servito per rappresentare i cerchi sono così incantevoli che quasi ostacolano lo spettatore dal volerli interrogare sul loro recondito significato. 
La nipote di Alessandro, Caterina, critica d’arte e grande ammiratrice di suo nonno, non si da per vinta e cerca in ogni modo di venirne a capo. Per caso, un giorno, il mistero si scioglie: trova un diario di suo nonno, che risale alla sua infanzia, e leggendolo trova una parte interessante in cui scrive:
… quando vado al mare con i miei genitori mi piace fare cerchi concentrici sull’acqua, penso che lei possa dirmi tutto ciò che voglio sapere sul futuro e sulla vita. Quando guardo  quei cerchi mi sembra di vedere in una palla di cristallo, ma al tempo stesso penetro la natura nella sua forma più pura, la vedo vivere davanti ai miei occhi. Proprio questa mia sensibilità per i cerchi concentrici sull’acqua mi ha fatto entrare in contatto con la mia parte più profonda e mi ha fatto capire di avere l’anima di un pittore …
E il mistero si è finalmente svelato lasciando Caterina senza parole. Mai ha conosciuto in vita sua un uomo profondo e sensibile come suo nonno, ma sa per certo che in lei scorre il suo sangue, e mentre le sue dita scorrono sui tasti del pianoforte lo sente in maniera inconfondibile. 
Alessandro ha vissuto la sua vita, ha visto cosa c’è sotto quei cerchi concentrici, nell’acqua, ha ritrovato la pace con se stesso e con la sua anima, e soddisfatto di aver lasciato un segno indelebile nella vita di tutti può finalmente chiudere gli occhi, col desiderio che la sua opera ‘ Iridescenza’ permetta a chi la guarda di vivere una vita piena di sfumature e carica dell’amore che gli ha cambiato la vita.

Gloria

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