13 giugno 2011

Nuovo Orrore Mondiale

Io sono un cinico complottista, uno costantemente all'erta, difficile da ingannare. Sono anche un aspirante medico, attento ai sintomi, ed un mediocre musicista, so quindi leggere tra le righe. 
Da tempo è palese la propensione dei programmi d'informazione per il macabro: sviscerare la morte e la tragedia al midollo, senza riguardi per le persone e la sacralità dell'evento. La morte viene profanata con un'impudenza maniacale e psicopatica, e i vivi sono vittime di un perverso gioco sadico al massacro: mi ricorda quando da bambini si bruciavano le formiche con la lente d'ingrandimento, una metafora azzeccata. 
Pensavo ad Alberto Stasi che, colpevole o meno, è oramai noto a tutti per i video pedo-pornografici che aveva sul computer: una vita rovinata, tanto valeva andarsene in galera. Sembra di assistere alla rivincita degli sfigati: il popolino a casa che si accanisce come un bullo sulle vittime sacrificali delle tv, scarica su quei capri espiatori le frustrazioni della sua mediocrità, di un lavoro noioso, di una vita monotona, di una povertà di spirito insita nella persona. Io mi sono chiesto: qual è lo scopo? Perché i media promuovono questo atteggiamento morboso verso i delitti e la cronaca nera?
La prima risposta che viene in mente è che lo straordinario fa vendere: vedere in prima persona l'efferatezza, assaporare il gusto del brivido; in più ci si appassiona all'indagine: come in un film giallo si vuole scoprire il colpevole, si gioca a questo Cluedo mass-mediatico. Ma questa risposta è squisitamente superficiale e incoerente: se da un lato l'eccessivo e l'eccezionale, come un omicidio, fanno vendere, come spiegarsi il successo e la proliferazione dei reality shows, in cui la monotonia e la banalità del quotidiano sono l'oggetto principale del programma? E il piacere dello scioglimento dell'intreccio, siamo sicuri che ci sia? Penso al delitto di Cogne, in cui ancora non si capisce bene chi sia stato a fare cosa e perché; ci sono casi in cui più le indagini procedono e più sembra di trovarsi in Twin Peaks: per un indizio che viene scoperto compaiono altri tre enigmi. E uno dopo un po' si stufa pure: io un giallo lungo più di due ore, due ore e mezza non lo reggo, figurarsi un giallo di 10 anni! Mi viene in mente che lo facciano apposta a non scoprire il colpevole, quasi come se gli investigatori e i giornalisti complottassero per protrarre il caso fino a spingerlo al parossismo. In tal senso penso al caso di Erika e Omar: un mio amico mi ha raccontato quella che sembra essere la versione reale dei fatti e dei moventi, versione che spiegherebbe senza una piega ciò che è avvenuto e perché, e scagionerebbe in parte i due fidanzati. Questa versione sembra essere tenuta nascosta per protrarre il mercato intorno a questa vicenda e fare nuovi plastici a Porta a Porta. Non posso scendere più nel dettaglio per ovvi motivi; vi dirò solo che “i gufi non sono quello che sembrano”.
Dunque, l'ipotesi squisitamente commerciale non dico sia da escludere, ma se non altro non è fondamentale. Prima citavo i reality; gialli e reality... questo binomio non mi è nuovo: quando da piccolo passavo i pomeriggi da nonna, la televisione era fissa su Rai1, su “La vita in diretta”, e lì effettivamente si parla ogni volta di quel caso e di quell'altro, dell'omicidio di Tizio, lo stupro di Caio, il campo rom in via Sempronio, dopodiché si passa all'Isola dei Famosi, Music Farm, Ballando con le stelle o qualsivoglia reality di Rai1, e poi ci si perde nel gossip stile Novella 2000 e merdaccia varia. Perché quest'accoppiata? Perché accostare il macabro al frivolo? Qual è il collegamento? Perché la casalinga media dovrebbe essere interessata a due mondi così apparentemente lontani tra loro?
Ora, prima di rispondere, una precisazione. Come dicevo sopra, sono un aspirante medico: quello della casalinga che guarda la tv nel pomeriggio è un modello sperimentale, è un sintomo isolato che serve a comprendere una sindrome più complessa, pur sempre cercando di non fare i tacchini induttivisti.
La chiave di volta è questa: stanno plasmando un popolo di sentimentalisti. Ma chi è, anzi, cos'è il sentimentalista? 
Il sentimentalista è una figura pericolosissima, forse la più pericolosa: il sentimentalista è quello che si fa trasportare dall'entusiasmo, dallo slogan, dalla pubblicità, dalle promesse; è quello che guarda fuori per non guardarsi dentro; è quello che salta sul carro del vincente, poi quando cominciano le prime difficoltà lo abbandona; è quello che in un popolare referendum popolare di circa 2000 anni fa votò Barabba, è quello che verso la fine del '700 tagliava teste di re francesi a destra e a manca, e quando mancavano le teste reali, cominciò a tagliare quelle rivoluzionarie, e poi supportò Napoleone, Hitler e Mussolini, e poi Berlusconi; il sentimentalista va la domenica allo stadio, il sabato sera in discoteca, il venerdì all'aperitivo; il sentimentalista si commuove ascoltando Ligabue e non distingue Heidegger da Max Pezzali; il sentimentalista compra cuori di peluche a San Valentino; il sentimentalista ha una cadenza nella parlata in cui l'ipocrisia è connaturata al suono, è uno che quando parla alza le sopracciglia a dismisura e annuisce continuamente con la testa e ripete “Sì sì, è ovvio, certamente” ma in fondo non gliene frega niente.
Stanno creando questo Golem e ci stanno riuscendo. Ci stanno allenando al sentimentalismo, che è diverso dal sentimento. Direttamente (e inaspettatamente) da Yahoo Answer una definizione che sottoscrivo: “Il sentimentalismo è vaneggiamento fine a sé stesso e non porta a nulla, è trasporto, è foga dell'attimo, vittima dell'illusione, figlio della morte dell'Amore. Il sentimento è certezza, profondità d'animo, sincerità di spirito”.
Che si tratti di Sarah Scazzi o di Uomini & Donne non fa alcuna differenza, quello che conta è il risultato finale: creare dei finti romantici pronti a godere del pathos istantaneo, a commuoversi nella superficialità, ad entusiasmarsi per il nulla che poi ti vendono nei negozi in centro. Perché, gira e rigira, è lì che va a finire, di questo si tratta: è tutto volto a sorreggere un sistema che sta precipitando nella sua “downward spiral”.
Recentemente mi sono ri-appassionato alle teorie complottiste sul New World Order, Rettiliani, chip nano-chirurgici, sincromisticismo, messaggi subliminali e roba varia; tutti questi cacciatori di streghe preannunciano scenari apocalittici in cui gli uomini saranno schiavi come ebrei in Egitto a costruire piramidi (con un occhio in cima) sotto gli ordini di Satana, e ci starebbero preparando a questo tramite strane immagini nei video di Lady Gaga e Katy Perry. 
Ma signori, è anche questo sentimentalismo! Satana è Keiser Soze, Satana non ha le corna, il forcone, e non stupra verginelle in mezzo a fiamme e folle di Uruk-hai: Satana è negli approfondimenti di Bruno Vespa, è nella campagna elettorale, Satana è Maria De Filippi, anzi, Maria De Filippi è Satana. I Rockfeller e i loro amici Rettiliani non sono interessati a nessuna strana forma di esoterismo, sono interessati alla nostra suggestione, affinché il mondo continui a girare. E con Rockfeller e Rettiliani intendo Gucci, Furla e Kinder & Ferrero.
Il sentimentalismo è un modo comodo per disperdere l'energia, aumentare l'entropia, agitarsi futilmente come gas in un recipiente e spingere i pistoni di questo mostruoso motore euro 0. Datemi una leva e vi solleverò il mondo; la leva la stanno fabbricando, la leva è brutale e macabra, la leva è il Grande Fratello e l'omicidio di Meredith.
Di fronte a questa pandemia non potete che fare un semplice test di autodiagnosi per verificare se siete stati contagiati o no dal sentimentalismo: accendete la tv dopopranzo su canale 5, oppure ascoltate una canzone dell'ultimo album di Jovanotti. Se vi state annoiando a morte e commenterete qui sotto (o magari invierete il vostro tema, perché no?) ho una buona notizia per voi: siete salvi.


riotCup

Nota per i non musicisti (cioè per chi non sa leggere tra le righe): da agnostico dichiarato quale sono ho preso in prestito Satana come pura metafora; con ciò non voglio intendere né affermare l'esistenza di qualsivoglia entità metafisica. Inoltre, i discorsi complottistici sono da prendere con le pinze, non voglio promulgare il NWO come tanti Savonarola telematici fanno: quando parlo di NWO faccio riferimento all'attuale sistema economico e politico, passatemi l'iperbole.

3 commenti:

  1. Ebbravo Vincenz! C'hai i pugni nelle mani!
    Apprezzo davvero molto il livello su cui hai impostato questa tua analisi, specialmente la digressione sul sentimentalismo.
    Mi permetto di suggerire una colonna sonora: http://www.youtube.com/watch?v=JUZoB9xMTLo

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  2. Ci piaci Vincenzo, ci piaci!

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