La cosa più difficile di tutte, quando si pratica la meditazione zazen, è il resistere al mal di schiena.
La seconda cosa più difficile di tutte, quando si pratica la meditazione zazen, è il pensare al niente.
Ho provato a pensare alla parola "niente", ma ho capito che è una parola, quindi è qualcosa. Allora ho pensato ad uno spazio vuoto senza luce, ma pensare uno spazio vuoto è pensare qualcosa. Le mie meditazioni zazen sono state esperienze di paradossi, e siccome il mio obiettivo non era esperire paradossi ma raggiungere il Nirvana, ho seguito alcuni consigli diretti ai neofiti. Uno di questi suggeriva di pensare al presente con tutta la propria attenzione; mentre cammini pensa che stai camminando, quando mangi pensa che stai mangiando, quando sei a lezione pensa che sei a lezione, quando il professore ti chiede perché lo stai fissando con quella faccia da ebete pensa che hai la faccia da ebete.
Da un po' di tempo durante i pasti accendo la tv per aumentare il grado di difficoltà. Non è facile ignorarla. Se si riesce a mangiare e rimanere imperturbabili con la tv accesa si può raggiungere il Nirvana.
Studio Aperto: "... grave incidente ieri per Sabrina Ferilli: durante una lap-dance le è fuoriuscito tutto il seno che ha inondato la sala, ecco le immagini, prima in tempo reale poi in slow-motion"
'Il mio mondo è questa minestra, ora ne mangio un po', ecco, buonissima, che buona questa minestra, quasi quasi ne mangio ancora, ecco fatto, com'è delizioso il mio presente che consiste in questa minestra - che francamente è molto annacquata e non sa di niente -'
La cosa più difficile di tutte è mangiare carne rossa mentre si parla di morti ammazzati e fatti a pezzi.
"... la vittima è stata presa ripetutamente a pugnalate [la forchetta accoltella un pezzo di carne] all'addome e alla schiena; poi il corpo è stato fatto a pezzi [i denti tranciano il boccone ed un vago sapore di sangue invade l'apparato gustativo, accompagnato da un principio di nausea] e gettato in un fosso nelle campagne della periferia. Il corpo è stato trovato 6 giorni dopo in evidente stato di decomposizione [la forza di gravità inzia a spingere al contrario e bisogna fare uno sforzo eroico per inghiottire il boccone; inspiegabilmente il corpo richiede insalata]."
Ecco: quando si pensa al macabro nei media ci si riferisce alla morbosa attenzione ai particolari dei delitti efferati in relazione al target a cui sono offerti, cioè chiunque abbia un televisore e la capacità di comprendere la lingua italiana.
Ma la palma d'oro al macabro va ad un outsider. E' un uomo che si aggira da un po' di tempo per gli studi televisivi di rai e la7 (forse anche di mediaset); ha i baffetti alla Hitler, un orologio di Topolino ed un nome fittizio: "professor Battaglia". Presentarsi come il "professor Battaglia" è un po' come dire "sono il dottor Male" o "Luke Skywalker". Il suo superpotere è terribile: non ha il senso del pudore. E' capace di dire qualsiasi cosa senza manifestare il benché minimo segno di rimorso o vergogna. Durante una trasmissione è stato capace di dire che il disastro di Chernobyl ha provocato zero morti, che i casi di cancro e di malformazioni susseguenti non sono attribuibili alla radioattività e che quella zona è oggi perfettamente abitabile. Il tutto senza fare il minimo accenno ad una risata. Era perfettamente serio, e ha ripetuto le sue performance in più trasmissioni. Quali saranno i suoi scopi? Quale sarà la sua prossima mossa?
Non lo so. Intanto sto provando a fare meditazione zazen pensando al contenuto della sua scatola cranica. Sembra che funzioni.
Mario
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