14 giugno 2011

Gusto per il macabro dei programmi d'informazione

C'era chi amava il bello / c'è chi si veste alla moda.

C'era la τραγῳδία / c'è il Grande Fratello.

C'era chi cantava nelle piantagioni per farsi forza / c'è chi accende la tv
perché gli dà fastidio il silenzio della sua vita.

C'era chi univa l'utile al dilettevole / c'è chi unisce il dilettevole alla
pubblicità.

C'era chi raccontava storie davanti ad un lume la sera / c'è chi le racconta
sperando nell'audience.

C'era chi la violenza non le metteva in scena per salvaguardare la catarsi /
c'è chi va a caccia di tracce di sangue per le vie del globo.

C'era chi fantasticava su Montecristo e le sue cavità nascoste / c'è chi
organizza viaggi in pullman per vedere di persona dove hanno ucciso l'ultima
celebrità postuma.

C'era chi dedicava la propria vita alla verità / c'è chi confeziona menzogne
ad arte lautamente pagate.

Non ce ne fotte un emerito cazzo di Erika e Omar, dei vicini di Erba, dei
misteri di Cogne, di chi ha ucciso Meredith, Sarah Scazzi, Yara, Melania.

Riposino in pace.

C'era la cultura / c'è la spettacolarizzazione della realtà.





Bacco

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