13 ottobre 2011

Scrigno

Colpiscimi. Colpiscimi più forte che puoi. Usa la tua rabbia, fammi del male. Vorrei che mi guardassi e non vedessi me. Che vedessi tuo padre che ti ha abbandonato, tua madre che non ti ha mai apprezzato, e chiunque non ti ha rispettato e non ti ha saputo amare. Guardali. Loro sono tutti qui, al mio posto. Ripagarli per il male che ti hanno fatto, ripagali con ancora più male. Quel male lo vorrei sentire su di me, tutto in una volta, tutto insieme,  pesarmi addosso come un macigno, impedendomi di pensare ad altro. Dolore. Vorrei provare dolore; vorrei provare a resistergli e pensare di farcela, sentirmi invincibile, per un istante, prima di andarmene. Che mi ricordasse che sono un essere umano anch’io.
Spaccami la faccia. Spaccamela, questa faccia di merda. Solo a questo mi serve. Non più una smorfia, mai più un sorriso. Vorrei poterti sorridere, ora, e parlarti, anche; dirti che tutto andrà bene, che stai facendo la cosa giusta, che sono orgoglioso di te. Dirti di non preoccuparti, e di non avere timore. Paura.
Io vorrei avere paura. Essere di nuovo un uomo, spaventato all’idea di scomparire. Vorrei essere spaventato ed eccitato, anche, mentre aspetto di svanire. Spaventato all’idea di non sapere cosa accadrà, ed eccitato al pensiero di scoprirlo. Essere aggrappati alla vita, amarla con tutto se stesso, ed esserne strappati all’improvviso, in un solo momento.  Pensavo a quanto fosse terribile un tempo, ma è la cosa più bella del mondo per me, ora.
Straziami. Fai di me ciò che vuoi. Non deve restare niente; niente di quello che sono, niente di quello che non sono più. Niente. Della mia indifferenza, della mia rassegnazione. Vorrei che mi donassi speranza.
Vorrei sentire le gocce scivolare da me. Il sangue, il sudore, le lacrime, solleticare la mia pelle, scendermi lente dal viso, cadere piano sul pavimento. Vorrei poter sentire che sono mie e mi ricordassero chi ero, e  la bellezza. La grande, infinita bellezza di tutto il mio viaggio, e la grande, infinita bellezza del mio traguardo. 
Non voglio ricordare questo. Vorrei poter dimenticare me stesso, ora. Cancellare il presente. Vorrei volare. 
Questo affare non è il mio corpo, non fa parte di me. Io non voglio restare in un corpo non mio. Io voglio andarmene dentro al mio corpo. Che è uno scrigno, chiuso, e solo tu hai la chiave, ora. 
Io non voglio essere speciale. Io non voglio essere importante. Io voglio essere come tutti gli altri. Io voglio morire.
Non piangere. Ti prego, non devi piangere. Tu sei la cosa migliore che avevo e la migliore che avrò. Sei tutto ciò che mi rimane e tutto ciò che voglio.  Tu sei ciò che di più importante esiste in questo Universo, ora. 
Sii il mio Universo, ora. Liberami.

Francesco Appoggetti

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