Anche a volerla cercare, non c’è vita in quest’angolo nascosto dell' East End, una delle zone più povere di Londra. Non la vedi negli occhi spenti di chi passa a capo basso o tra la folla di quanti si affrettano verso la propria abitazione. Vivere in questa città, con una storia simile alle spalle, significa confrontarsi quotidianamente con l’intera statura delle grandi rivoluzioni Industriali.
“Come se la Storia avesse cambiato qualcosa, come se il destino dei più non fosse già stato scritto!” Haylee, una sera di più, sperava davvero di far tacere la mente, almeno per un po’, quanto fosse bastato perché dormisse tranquilla, senza che i demoni della sua vita la inseguissero ancora una volta fino all’oblio del sonno. Alcool: non beveva. Droghe? Non poteva permettersi di alienarsi volontariamente dal suo tempo. La televisione era il suo unico vizio, il solo contatto distorto con una realtà aliena, piacevolmente plasmata ad arte sui suoi desideri e voglie: perfino i Reali muoiono, la Regina Madre ne era l’esempio più vicino, e anche grandi leader conservatori come Howard conoscono la sconfitta. Tuttavia non era particolarmente interessata alla politica. Traeva piuttosto riscatto dagli scandali delle grandi famiglie, era fatalmente attratta dalla più piccante storia amorosa, provava compassione per l’ultimo clochard regalato alla noia di qualche giovane impertinente. Niente la appassionava più dell’ennesimo scandalo di cronaca nera e trovava estremamente catartiche quelle morti assurde, impenetrabili così come le appariva la sua condizione in quel particolare momento.
Rimaneva affascinata dalla mutevole personalità dell’indiziato numero uno, quello che per primo veniva additato come assassino, quello che per tutti era ormai la bestia: il disgraziato padre di famiglia ora afflitto da una sessualità distorta, ora invece costretto dalle circostanze, infine lo schizofrenico colpevole solamente di qualche conflitto materno irrisolto.
Amava la sensazione di passività di fronte allo svolgersi del palinsesto, e per non correre il rischio di una scelta sbagliata neppure cambiava più canale, scegliendo in qualche modo di non scegliere; giustificava poi l’intermezzo pubblicitario come una giusta pausa per godere del dolore altrui a piccole infusioni. Ogni macabro particolare nutriva la sua fame inspiegabile, ogni dettaglio perfezionava una dolce, lucida lobotomia.
Rimaneva affascinata dalla mutevole personalità dell’indiziato numero uno, quello che per primo veniva additato come assassino, quello che per tutti era ormai la bestia: il disgraziato padre di famiglia ora afflitto da una sessualità distorta, ora invece costretto dalle circostanze, infine lo schizofrenico colpevole solamente di qualche conflitto materno irrisolto.
Amava la sensazione di passività di fronte allo svolgersi del palinsesto, e per non correre il rischio di una scelta sbagliata neppure cambiava più canale, scegliendo in qualche modo di non scegliere; giustificava poi l’intermezzo pubblicitario come una giusta pausa per godere del dolore altrui a piccole infusioni. Ogni macabro particolare nutriva la sua fame inspiegabile, ogni dettaglio perfezionava una dolce, lucida lobotomia.
Un’altra notte sta passando, placida e nuvolosa ma senza pioggia come non lo è da giorni, illuminata dalle luci dai vaghi riflessi bicromatici che piano per piano irradiano dalle finestre e da qualche lampione che prima si accende e adesso, si spegne.
Rob
Lo avevo detto anche privatamente, ma lo ripeto pubblicamente: veramente un bel tema
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