Un corpo carbonizzato che non smette di bruciare nel silenzio della notte. Nessuno sa chi sia, nessuno sa perché, come, dove. Non è stata sentita da nessuno mentre la sua vita velocemente si spegneva, mentre lasciava ciò che al mondo aveva di più caro. Un gesto dettato dalla disperazione o forse un modo per infrangere le barriere tra la vita e la morte? Chi può davvero indagare l’anima di una persona e conoscere i suoi più intimi segreti? Chi può sapere che la morte supera ogni immaginazione? Se non la morte stessa.
La scena.
Un luogo deserto con qualche albero sparso qua e là. Un casolare lasciato a se stesso. Una macchina finita contro un albero, non si sa come, completamente danneggiata dall’urto. Un forte odore di benzina, penetrante ad un punto tale da trafiggere le viscere e sostituire lo spirito. Altri dettagli irrilevanti.
La cronaca.
Decine, centinaia, migliaia di foto sul luogo del delitto. Delitto, perché è di questo che, almeno inizialmente, secondo i rilevamenti fatti, si tratta. Nessuna traccia di stupefacenti nel corpo di lei, né di alcool. Una ragazza pulita, dalla bellezza assolutamente insospettabile, con un passato tutto da ricostruire, una vita tutta da inventare. E da stravolgere. L’unica cosa certa alla luce di queste indagini è che una ragazza è morta tra le fiamme, o per un colpo di sonno mentre guidava, o perché qualcuno aveva manomesso i freni della sua auto. Anzi, dato che i freni sono perfettamente funzionanti, come si è appurato a posteriori, si è trattato sicuramente di un colpo di sonno. Un corpo orribile, disfatto, che si avvia alla putrefazione, posto sotto i riflettori come una star del cinema, che non conosceva in vita una luce diversa da quella del sole, o un’ oscurità diversa dall’anonimato.
… e l’ego si sparge in tutte le direzioni raccontando molteplici storie di un unico ineluttabile destino, interpretato in un’unica maniera. L’unica possibile, o per meglio dire l’unica sensata …
Melissa uno. Una ragazza bellissima, dai lunghi capelli rossi e gli occhi scuri come la notte. Una ragazza interessata a tutto e a niente, dal fascino inconfondibile. Girava per la strada di notte per incontrare il suo amante al solito posto. Scese dalla macchina, si guardò per l’ennesima volta sullo specchietto per vedere se era perfettamente in ordine, e si diresse al suo appuntamento di sempre, per godere ancora una volta, per assaporare la vita che non avrebbe mai avuto, una vita rubata che non potrà mai essere la vita di nessuno. Bevvero del vino rosso. Fecero l’amore. Si addormentarono. Uscendo di casa non videro nessuno. L’amante se ne andò e lei rimase un attimo sola, in contemplazione del puro nulla. Un uomo era nascosto nel folto degli alberi: il marito di lei. Quando arrivò il momento propizio la stordì e la mise alla guida dell’auto. Fece partire la macchina e … il resto uno può anche immaginarlo. Il corpo è schizzato fuori, completamente carbonizzato.
Melissa due. Una donna stanca della vita, stravolta da troppe emozioni, contaminata dal dolore. Una donna che vuole solo farla finita. Prese l’auto, mai stata così sicura di una cosa, e si diresse in un luogo sconosciuto nel quale nessuno l’avrebbe vista morire. Ripensò alla morte di suo figlio, che gli è stato strappato prematuramente, e senza il quale non riusciva più a tirarsi su dal letto la mattina, o ad addormentarsi la sera. Ripensò alle persone che credevano di conoscerla bene e di sapere in ogni momento cosa le sarebbe passato per la testa. Ripensò a suo marito e alla sua indifferenza, alla sua probabile tresca con una donna che non conosceva, alla sua assenza quando lei ne aveva veramente bisogno. E in ultimo ripensò alla vita a cui aveva rinunciato per sposare un uomo che l’avrebbe resa così infelice. Mentre la sua mente era impegnata in simili pensieri, la sua macchina si schiantò contro un albero e … il resto uno può anche immaginarlo. Il corpo è schizzato fuori, completamente carbonizzato.
Ma se qualcuno l’avesse conosciuta davvero avrebbe capito che Melissa amava troppo suo marito per tradirlo, e amava troppo la vita per disfarsene come di una cosa vecchia e consunta dal tempo.
Melissa tre. Questo è il posto in cui questa donna veniva per pensare. Aveva appena scoperto di essere stata tradita, ma amava troppo suo marito per lasciarlo. Così scese dall’auto e accese un piccolo falò per riscaldarsi. Mentre pensava a cosa avrebbe fatto della sua vita si addormentò. L’incendio divampò rapidamente, ad un punto tale che anche se si fosse risvegliata in tempo non sarebbe riuscita a fermarlo. Il suo corpo bruciò altrettanto rapidamente. Nel frattempo la macchina, dove la donna si era dimenticata di mettere il freno a mano, si schiantò contro l’albero senza causare la morte di nessuno.
A chi credere? Alle foto? Ai rilievi fatti? Alla presunta vita di Melissa? A ciò che si sa di lei? Oppure al fatto che la morte di una persona sia una risposta univoca ad una vita molteplice? Agli uomini servono delle risposte, delle certezze per dormire la notte, delle convinzioni … e dei soldi anche. Ma della morte non sanno niente …
… e della vita ancora di meno.
Gloria
Spesso, pur di aver confezionata una sentenza che riporti l'ordine in fretta, si giunge ad una conclusione sbagliata, che poi non si avrà la faccia di smentire in pubblico.
RispondiEliminaMentre la verità si rivolta nella tomba.